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RASSEGNA STAMPA MUSICA FUORICLASSE!!!

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IL MUSEO DELLA MEMORIA E DELLA PACE

Il museo regionale della memoria e della pace “Giovanni Palatucci”, è stato istituito nel 2008 per raccontare la triste vicenda che la cittadina salernitana ha vissuto durante la Seconda Guerra Mondiale quando, si decide di istituirvi due centri di internamento per prigionieri politici ed Ebrei.In questo contesto storico si innesta la figura di Giovanni Palatucci,funzionario dell’ufficio stranieri della Questura di Fiume che, d’intesa con lo zio vescovo di Campagna, Giuseppe Maria Palatucci, riesce a salvare da morte sicura centinaia di ebrei internandoli anche a Campagna. Scoperto dai nazisti, Palatucci viene arrestato e trasferito nel campo di sterminio di Dachau dove trova la morte a pochi giorni dalla Liberazione. Nel 1990 lo Stato di Israele lo ha riconosciuto “Giusto tra le Nazioni”, nel 1995 gli è stata conferita la Medaglia d’Oro al Merito Civile “alla memoria” da parte del Presidente della Repubblica mentre la Chiesa Cattolica ne ha avviato il processo di beatificazione. Il museo è rivolto a tutti coloro che intendono approfondire quella che noi amiamo definire “una storia diversa” riconducibile a temi di grande attualità, come: la Shoah, il dialogo interreligioso, la tolleranza, la pace e la fratellanza tra i popoli….

IL MUSEO – Il convento domenicano di San Bartolomeo è un luogo denso di storia, quasi un luogo naturale della memoria. E di quel campo di internamento per civili, risalente al 1940, ne porta ancora tutto il carico di storia, di destini, di umanità.

Oggi, nella mostra permanente allestita all’interno dell’edificio, è possibile ripercorrere la vita di Giovanni Palatucci e di un’epoca drammatica sottoposta alle disposizioni del Governo fascista che individuavano campi di internamento.

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Non è solo un itinerario della Memoria, nel ricordo di uno dei periodi più bui dell’Italia degli anni ‘40: è soprattutto un itinerario della Pace, nel ricordo sempre vivo per la città , della carità e della immensa umanità con la quale l’intera comunità di Campagna ha alleviato le sofferenze dei tanti profughi internati in questo spazio.

In quel contesto storico particolare importanza assunse la figura di Giovanni Palatucci, all’epoca Commissario di pubblica sicurezza, responsabile dell’ufficio stranieri della questura di Fiume, che attraverso una fitta rete di aiuti e con il supporto dello zio, Monsignor Giuseppe Maria Palatucci Vescovo di Campagna, riuscì a salvare migliaia di profughi ebrei dai campi di concentramento duri, conducendoli fino al Convento di San Bartolomeo in un lungo viaggio della speranza, lontano dai luoghi dello sterminio.

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